Litigano sempre: 4 passi per gestire i litigi tra fratelli

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Sei alle prese ogni giorno con 2 o più figli?
Se li lasci un momento da soli tuo figlio picchia la sorella o esplodono gelosie, si azzuffano e si fanno male?
In questo articolo ti descriverò passo passo cosa come comportarti mentre si scontrano, urlano e diventano aggressivi.
Quando due bambini litigano e uno è tuo figlio e l’altro no, può sembrare più semplice perché, di fatto, accadono tendenzialmente due cose (o l’una o l’altra):
👉 Scena n°1
 Ti metti dalla parte di tuo figlio, lo accogli, lasci che l’altro bambino sia gestito dall’adulto che è con lui e finisce lì (“a ciascuno il suo…”)
👉 Scena n°2
Rimproveri tuo figlio e per educazione e perbenismo ti metti dalla parte dell’altro bambino facendo la figura del genitore altruista (succede la maggior parte delle volte anche se è la soluzione più sbagliata…). Tuo figlio rimane mortificato, tu hai fatto bella figura con il genitore dell’altro bambino e finisce lì.

Ma come gestire i litigi quando i bambini sono entrambi i tuoi?

Come fai a prendere le parti di entrambi i tuoi figli?
Come si fa a garantire ad entrambi gli stessi diritti in qualità, la stessa comprensione e lo stesso sostegno?
Per di più nello stesso momento?
Come si fa a togliere il gioco a uno per darlo all’altro?
È un’ingiustizia… Sono tutti e due tuoi figli!
Avere figli che si picchiano, sono aggressivi, sono gelosi e che litigano è un classico in quasi tutte le famiglie, sono eventi quotidiani che che esasperano entrambe le parti e che peggiorano l’umore in famiglia.
Vediamo adesso cosa puoi fare da oggi per risolvere i conflitti velocemente e per far sì che nel tempo non se ne creino di nuovi.

I miei figli litigano sempre: 3 punti fermi da conoscere

Litigano sempre, quando i figli sono i tuoi, due bambini litigano contendendosi un gioco

Per prima cosa voglio marchiare a fuoco, imprimere nella roccia 3 punti fermi:
1️⃣  È naturale che due fratelli o sorelle litighino tra di loro e che si contendano le attenzioni di mamma e papà
2️⃣  Non è una questione vitale il dover amare per forza il proprio fratello (o sorella)e il doverci andare d’accordo per forza. È un peso, una responsabilità, troppo grande soprattutto per i bambini piccoli
3️⃣  Più i bambini vengono trattati come figli unici e meglio stanno e più riescono a giocare, passare del tempo, collaborare con i propri fratelli.
Questo non vuol dire che non bisogna fare il secondo, il terzo, il quarto figlio. Vuol dire che bisogna sapere a cosa si va incontro e agire di conseguenza dando a ciascun figlio le dovute attenzioni.
È più difficile? Sì è sicuramente più difficile ma non impossibile.
L’importante è metterlo in conto fin da subito quando decidiamo di allargare la famiglia evitando di considerare una certezza che giocheranno insieme e non ci saranno gelosie da risolvere.
Se non si conoscono queste dinamiche fin da subito è normale sentirsi frustrati perché non si sanno gestire più bambini nello stesso tempo e si finisce per delegare la responsabilità a loro:
“sono terribili, non mi ascoltano, non ci sono più i bambini di una volta, ma a chi assomigli!”

Come gestire il litigio tra fratelli iniziato quando non c’eri

Litigano appena non ci sei: la sorella più grande ha tolto un gioco al più piccolo che ora piange

Vediamo adesso quello che puoi fare quando la battaglia sanguinosa è già iniziata mentre tu eri in un’altra stanza.
Di solito succede che inizi a sentire delle lagne, delle urla, il rumore di una manata che finisce su una guancia, il rumore di giochi che si spiaccicano per terra, “ahi!”, “smettila!”, “adesso chiamo la mamma!”, ecc.
Tu alzi rassegnata gli occhi al cielo, lasci perdere quello che stai facendo e corri da loro, sbuffi, metti i pugni sui fianchi, li guardi di storto, e chiedi cosa è successo e chi ha cominciato
Ognuno di loro dice la sua, tu dici “poverino” a chi le ha prese e “sgridi” chi ha causato il pasticcio, gli dici che non si fa, magari lo metti in castigo o gli dai una sberla, preso dal nervosismo ritiri i giocattoli e li separi uno da una parte e uno dall’altra.
Fino a quando?
Chi può dirlo… a volte la pace dura per tutto il pomeriggio, per tutta la sera, a volte invece solo il tempo di tornare a fare quello che stavi facendo prima di essere interrotto.
E si ricomincia da capo.
Ecco il primo suggerimento che, lo so, potrebbe farti trasalire, o farti venire la febbre, o farti alzare di scatto oppure anche farti imprecare contro di me perché sono una pazza.
Ti chiedo di aspettare un attimo prima di giudicare e di prendere in considerazione l’utilità delle soluzioni, anche se queste vanno contro corrente.
Quando due fratelli litigano tra di loro, evita di pensare che il tuo intervento possa essere superfluo, soprattutto nel momento in cui la situazione sta degenerando e il carico emotivo sta diventando per loro eccessivo (uno di loro piange, alza le mani, butta le cose per terra, urla, chiede l’aiuto di un adulto, ecc.).

Figli che si scontrano, si picchiano e sono gelosi: ecco 4 passi per risolvere (e 1 per prevenire)

Figli che si picchiano e si scontrano, 2 bambini litigano per avere il joystick

Passo 1 – Renditi disponibile

Intervieni, mettiti a disposizione, prendi tu in mano la situazione perché, se fossero davvero in grado di gestire la situazione, il loro territorio e le loro cose, la loro emotività e nello stesso tempo anche il rapporto con l’altro, non arriverebbero a tanto.
Se ci arrivano è perché non hanno ancora la maturità per farlo.

Passo 2 – Trova tu la soluzione

Prendendo in mano la situazione è importante che sia tu a fornire la soluzione ideale per entrambi, che sia tu a mostrarti risoluto, non arrabbiato, equilibrato, sicuro di quello che stai facendo, senza ledere l’emotività di nessuno.
Così i tuoi figli si sentiranno finalmente rassicurati.
Di solito in questi casi è bene comprendere le ragioni di entrambi (lo vediamo tra poco) e poi trovare per esempio un gioco che possa fare l’uno da solo e un altro gioco che possa fare l’altro da solo (almeno finché non si calmano le acque).
Oppure farti aiutare a risistemare il campo di battaglia e poi farli venire con te e fare qualcosa tutti insieme (il fatto che ci sia un adulto a mediare tra i loro bisogni, a dare a entrambi le giuste attenzioni, a gestire i tempi e i modi del gioco è il primo strumento utilissimo affinché non si creino lotte di potere tra fratelli).

Passo 3 – Comprendi le ragioni di entrambi

Questo è il suggerimento più importante e quello più contro corrente.
Quando accorri sul campo di battaglia è naturale che tu possa e voglia soccorrere chi dei due “le ha prese”, chi sta piangendo a squarcia gola, chi si è visto il giocattolo essere miseramente distrutto dal nemico, chi si ritrova senza una ciocca di capelli.
È quindi naturale che tu ti possa abbassare sulle ginocchia e mettere una mano sulla schiena al bambino “ferito”, avvicinarlo a te, porgergli un fazzoletto e cercare di consolarlo.
Questo è naturale, ci viene spontaneo ed è bene farlo. Ma c’è un pezzettino in più che tutti dimentichiamo.
L’altro contendente dov’è? Cosa sta vivendo? Cosa ha vissuto prima di sentirsi spinto a rompere il gioco del fratello?
Cosa gli è successo? Di solito, accecati dal senso di ingiustizia, premiamo la vittima e rinneghiamo e puniamo l’assalitore.
Ma siamo proprio certi che quest’azione funzioni?
Ecco perché insiste sempre sulla motivazione profonda del bambino.
Bene, anche nel caso delle liti tra fratelli la situazione non cambia.
Infatti se il figlio “cattivo” (ai tuoi occhi di giudice imparziale), quello che alla fine ha picchiato, rotto, fatto del male, offeso, non avesse avuto un motivo valido e profondo per agire così, credi davvero che si sarebbe accanito con tanta foga contro un suo simile?
Posso garantirti che la risposta è no.
Il bambino è un “animale” pacifico che reagisce solo se provocato o solo se non riesce a contenere le emozioni che lo stanno annegando.
Quando i bambini picchiano un altro bambino, gli fanno un dispetto o altro, lo fanno per difendersi, per liberare una forte emozione (come fai tu, lo abbiamo visto, quando lo punisci o alzi la voce, quando invece alla tua età dovresti aver imparato a essere più neutrale), perché si sono sentiti offesi, violati, perché hanno visto il loro territorio minacciato, perché hanno avuto paura, perché si sono sentiti prevaricati, ecc…
Quindi se davvero vuoi risolvere nel migliore dei modi il conflitto che si è acceso tra i tuoi figli:

Passo 4 – Rivolgiti con amore a chi ha scatenato la lite, accogliendo le sue ragioni, perché è lui il più ferito

Puoi consolare la vittima ma sentiti obbligato a sostenere chi dei due ha acceso la lite, chi, in teoria, dovrebbe essere “sgridato o punito”.
Avvicinati a lui, guardalo negli occhi e con tono amorevole puoi dirgli per esempio:
“Amore, che cosa è successo! Mannaggia, deve proprio averti fatto arrabbiare tanto se sei arrivato a tirargli uno schiaffone!”
“Dimmi cosa è successo, ti capisco, forse non hai proprio potuto farne a meno… io sono qui per aiutarti, per risolvere la situazione… adesso ti aiuto, non ti preoccupare”.
Inutile perdere tempo in filippiche perché tanto i bambini sanno già che “non si fa”, sanno che gli altri non si picchiano, sanno che non si dicono parolacce, sanno che anche i giochi si rispettano.
Soltanto che, se al loro volta non si sentono rispettati, se si sentono feriti e perdono il controllo della situazione.
Capita (anche a loro) esattamente quello che succede a te quando perdi la pazienza, quando inizi ad urlare, quando li punisci, quando li ricatti, quando ti arrabbi, ecc.
Cosa fai? Ti metti in punizione? Ti fai dare una sberla da qualcuno? Ti dici che sei un bambino cattivo? Forse ti dici che non lo dovevi fare? Grazie! Lo sai benissimo che non si fa!
Capisci l’empasse e vai avanti dicendoti che sai che non dovevi farlo ma ti è scappato, come se non potessi farne a meno.
L’esatta fotocopia di quello che sta provando tuo figlio. Anche per lui dovrebbero valere le stesse regole e quindi comprensione, amore, azioni di soccorso e soluzione. E non dimenticare che: i tuoi figli restano comunque figli unici.
Non pretendere che giochino insieme per forza, non dare per scontato che vadano d’accordo, che si guardino l’uno con l’altro. Non è detto che l’uno sia nato per non far sentire solo l’altro, anzi.
Forse anche tu hai fratelli o sorelle e non sempre siete andati d’accordo, chissà quante volte non ti è venuto spontaneo considerarlo come una cellula dei tuoi stessi genitori, come un intruso, come un pezzo in più, anche se oggi siete adulti e tutto va bene.

Passo 5 – Abbi cura di riservare momenti esclusivi

Questo è il modo migliore per ridurre nel tempo le lotte tra fratelli.
È fondamentale riservare durante la giornata o durante la settimana dei momenti esclusivi che ciascuno di loro possa trascorrere da solo con mamma o con papà oppure anche con un altro adulto (nonni, tata, vicina di casa, amici, ecc.).
Ti faccio qualche esempio pratico:
mentre uno è con mamma a cucinare, l’altro è con papà a giocare o a fare la doccia, mentre uno è casa con mamma l’altro è dalla nonna (e poi si farà cambio il giorno o la settimana successiva), mentre uno e a nuoto, l’altro è con papà, mentre uno dorme l’altro gioca con mamma, ecc.
Più momenti intensi esclusivi vivono e più sentono appagati (riempiendo il loro bicchiere emotivo di attenzioni e coccole che non devono spartire con il fratello/sorella), riuscendo a sostenere molto meglio i momenti da trascorrere insieme ai fratelli (anzi, spesso si creano poi spontaneamente situazioni in cui vogliono giocare serenamente insieme e trovano anche da soli le soluzioni ai piccoli conflitti).

Mio figlio non condivide i giochi: è un bambino egoista?

Non condivide i giochi, è egoista, bambino che spinge via una bambina per non farle provare il suo monopattino

Averti suggerito come risolvere le liti tra i fratelli, ci dà la possibilità di aprire una parentesi per parlarti di tutte quelle situazioni in cui tuo figlio non vuole prestare i suoi giochi agli amichetti o in cui inizia a dire che tutto è suo.
Bene, voglio anche in questo caso rassicurarti sul fatto che tuo figlio non è un egoista.
È naturale che viva la sua sana fase di egocentrismo e che possa esprimere quello che sente.
Anche in questo caso ti suggerisco di comprenderlo dicendogli che sai che il gioco è suo e che lui ha ragione a essere arrabbiato per un qualcosa che gli è stato per esempio tolto di mano.
Solitamente anche solo questo passaggio è sufficiente per calmarlo.
Se ci sono gli adulti di riferimento per “l’altro contendente” puoi delegare a loro la gestione del loro figlio e tu restituire il giocattolo al legittimo proprietario.
Quando si tratta di giochi comuni come per esempio lo scivolo al parco oppure i giocattoli della scuola materna (che sono di fatto di tutti), ti suggerisco di mediare con pazienza e dolcezza ma soprattutto dare sempre uno spazio prioritario ad accogliere il sentimento del bambino per esempio dicendo
“sì, hai ragione a volerlo tutto per te…”

Da dove si comincia per apprendere queste abilità da Aiutante Magico?

Per aiutarti a:
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🟠  Perché tuo figlio non accetta i tuoi No, ti sfida e si ribella?
🟠  Come spegnere la Rabbia e ritrovare la Calma
🟠  Le 3 linee guida per risolvere i “capricci” e i conflitti a tutte le età
🟠  Come dare regole e limiti senza sgolarti e senza ripetere le cose 134 volte
🟠  Come ricaricare le batterie anche se pensi di non avere tempo per te
🟠  Non mi ascolta: 4 passi per spegnere capricci e disobbedienza

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Roberta Cavallo

Roberta Cavallo aiuta i genitori a comprendere e a “leggere” i comportamenti dei figli in ogni fase di crescita ritrovando la sicurezza e la gioia di fare sempre le scelte giuste al momento giusto. È la Consulente Genitoriale nel Programma TV “4 MAMME”, in onda su FoxLife. Con i suoi 5 libri best seller è l’autrice più letta e seguita in Italia dai genitori negli ultimi anni, conquistando oltre 100.000 famiglie italiane e diverse classifiche di vendita, come quelle di Amazon e Ibs. È stata intervistata da Uno Mattina, TG5, La Stampa, Sky Tg 25, Gioia, Repubblica, Starbene, Radio 24, Radio Deejay, Radio Rai 1, Vanity Fair, Huffington Post.

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