Le 9 frasi che fanno sentire tuo figlio uno “sfigato” (la terza pesa come un macigno ogni volta che viene pronunciata e limita fortemente l’autostima)

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Fiumi di parole sono state scritti su cosa fare o non fare con i bambini per crescerli con una elevata autostima e fiducia in se stessi.
C’è chi dice che bisogna lodarli, altri che bisogna motivarli, altri ancora che bisogna rimproverarli quando sbagliano, poi è arrivato il rinforzo positivo stile “ammaestramento animali”… insomma i filoni sono tanti.
Ma alla fine, nella pratica di tutti i santi giorni in casa, trascorsi fra sveglia di corsa per andare in tempo a scuola, pranzo, compiti (e minacce per finirli), scarrozzamenti vari fra sport o corsi di musica, merenda fatta sul divano sbriciolando ovunque, litigi e botte con la sorella, cena con capricci perché manca l’aranciata a tavola…
cosa veramente influenza e condiziona la sicurezza di sé e l’autostima di tuo figlio?
Scopriamolo ora in questo breve articolo.

L’errore più comune sull’Autostima

Bambino che suona il violino
Sfatiamo subito un grande mito: autostima non equivale a “quanto siamo belli e bravi”, “reggiamo il confronto con gli altri”, “ci potenziamo per raggiungere il risultato”, “ci facciamo il ritocchino o ci gonfiamo i muscoli perché così siamo come…”.
Autostima significa auto-stimarsi ovvero conoscere il peso di sé, di quanto e soprattutto di come si vale, nel senso di quali sono e che peso hanno per la nostra vita le nostre virtù e le nostre debolezze.
Autostimarsi infatti vuol dire:
👉 essere consapevoli delle cose su cui possiamo contare (particolari abilità, virtù, talenti, passioni) per realizzare i nostri progetti
👉 conoscere quali sono invece le caratteristiche che naturalmente non fanno parte di noi (debolezze, attività che non ci ispirano e non ci appassionano), non sono nostre passioni o talenti innati, e che non potremo utilizzare spontaneamente per la nostra realizzazione, ma che comunque possiamo decidere di imparare e sviluppare con lo studio e la pratica.
Il problema è che siamo talmente abituati a basare la valutazione di noi stessi sulla base di canoni esterni, su cosa gli altri fanno e su come gli altri sono, che ci siamo convinti di non valere, di non essere capaci, di non piacere, di essere sempre inadeguati.
La buona notizia è che ogni BAMBINO nasce con una DOSE ELEVATISSIMA DI AUTOSTIMA.
Lui sa chi è, sa su quali doti può contare, sa cosa vuole e ha una ESTREMA FIDUCIA in sé e nella vita.
Anche tu lo sapevi.
Peccato che una relazione poco ottimale che non sa come seguire e ASSECONDARE LA NATURA del bambino, mette in campo azioni, parole, emozioni che alterano questo stato idilliaco e propenso alla MASSIMA EFFICACIA
insito nel bambino (evento che tutti, o quasi, abbiamo vissuto nella nostra infanzia)

Come sono messi oggi bambini e ragazzi in fatto di autostima?

Ragazzino triste piange seduto sul marciapiede, scarsa autostima
Non ci vuole Mago Indovino… Non sono messi mica tanto bene! Molti di loro:
🟠 subiscono lo stress dei voti a scuola
🟠 subiscono lo stress da prestazione eccessiva nella pratica sportiva
🟠 sentono il bisogno di omologarsi alle mode del momento o ai leader sportivi o dello spettacolo sulla cresta dell’onda per sentirsi anche loro importanti
🟠 mancano di rispetto ai loro genitori
🟠 fanno di tutto per denigrare mamma e papà così da sentirsi di valere rispetto al modello di origine
🟠 si sentono degli “sfigati”
🟠 non si piacciono fisicamente
🟠 non amano e bistrattano il proprio corpo
🟠 si vergognano di quello che sentono e di quello che pensano soprattutto se questo differisce dalla banalità della media…
Se non vogliamo ricadere nella banalità e nella superficialità di dire: “è colpa dell’allenatore”, “è colpa dell’insegnante”, “è colpa della TV”, dobbiamo porci le seguenti domande:
possono le mie parole, le mie azioni e le mie emozioni influenzare l’autostima di mio figlio?
È vero che io concorro a creare l’autostima di mio figlio?
È vero che è bene che io faccia qualcosa perché i miei figli si stimino?
Davvero è timido? Davvero si vergogna? Davvero è un pasticcione?
Tuo figlio potrà anche avere il suo temperamento naturale ma… la tua influenza diretta e dell’ambiente esterno tende a forgiare anche la sua autostima.
Facciamo qualche esempio con relativo antidoto (tutte frasi non inventate e sentite migliaia di volte dai nostri genitori, da amici, conoscenti, passanti, ecc.).

Le 9 frasi che “congelano” la sicurezza di tuo figlio (e la sua autostima)

Mamma che sgrida la sua bambina: frasi che abbassano l'autostima
Per rispondere alla prima domanda e darti una soluzione pratica per non limitare l’autostima e la sicurezza di tuo figlio ecco qui una possibile soluzione: semplicemente non pronunciare frasi che fanno sentire tuo figlio svalutato, sminuito.
Quindi prima bisogna conoscere le frasi “al veleno” che minato l’autostima e, una volta conosciute, bisognerebbe sostituirle con frasi “antidoto” più efficaci.
Se adesso ti stai chiedendo perchè abbiamo scelto di approfondire l’effetto che hanno le frasi pronunciate verso l’autostima di tuo figlio devi sapere che…
Le PAROLE hanno un GRANDE POTERE.
Da un lato RIFLETTONO I SENTIMENTI, lo stato d’animo, le abitudini e il modo di pensare di chi le pronuncia… dall’altro hanno l’enorme potere di PROGRAMMARE I NEURONI di chi le riceve fissandosi giorno dopo giorno
fino a essere assorbiti e a essere UTILIZZATE IN MODO AUTOMATICO.
Qui sotto troverai:
👉 9 esempi di “frasi al veleno”, che noi adulti diciamo comunemente e che sminuisce l’autostima e fa sentire… “sfigati”.
👉 La descrizione dell’effetto che la frase potrebbe avere sul bambino.
👉 L’antidoto, cioè cosa potremmo dire o fare in sostituzione per non ferire o condizionare il bambino.
NOTA: mentre leggi le frasi è utile chiedersi: io come mi sentirei al posto del bambino? Io come mi sentivo quando me lo dicevano con tono rabbioso e duro? Ora come mi sentirei?

1° Frase al veleno: “Ma sei scemo?!”

👉 Effetto su tuo figlio:
Ops!… ero convinto di no… ma se lo dici tu mi fai venire i dubbi
Che umiliazione…Che tristezza…Ti sto deludendo…
Allora non sono normale, sono proprio scemo
👉  Antidoto:
Nessuno è scemo. Cosa vuol dire per te essere “scemo”? Prima di agire, prova a osservare in te cosa ti ha infastidito dell’atteggiamento di tuo figlio tanto da non poterti trattenere e dovergli dire che è scemo (cosa che, siamo certi, non pensi veramente).
“Lo so che non lo hai fatto/detto volontariamente”.
“Che cosa non ti è chiaro? Che cosa non hai capito?”.
“Vuoi che te lo ripeta?” (cerchiamo di mettere in discussione la nostra comunicazione al posto della sua capacità di capire o non capire).
Aiutalo a risolvere invece di giudicarlo.

2° Frase al veleno: “Scommettiamo che non ci riesci?

👉 Effetto su tuo figlio:
Se inizi così proprio tu che dovresti darmi fiducia…
Non credi in me e quindi non valgo nulla, non sono capace…
Se lo dici tu, ti credo, non ci riuscirò
👉  Antidoto:
Perché non dovrebbe riuscirci?
“Prova”
“Riprova ancora… con calma… dai che ce la fai”
“Uhm… secondo te cosa è andato storto? Come potresti fare per riuscirci?”

3° Frase al veleno: “Che disastro!”

👉 Effetto su tuo figlio:
Ma stavo giocando! Non è un disastro! Pensavo fosse creatività!
Che vergogna!… che umiliazione! E io che pensavo… e io che ero così felice di provarci!
Ti ho deluso?!…
Non bisogna osare e tentare di fare cose nuove, sbagliare non va bene e fare “disastri” neanche.
👉  Antidoto:
Davvero hai messo al mondo un disastro? Disastro è una bomba nucleare, i bambini in Bolivia che lavorano in miniera, un politico italiano è un disastro, l’inconsapevolezza e l’infantilismo degli adulti possono essere un disastro ma di certo non una scatola di pennarelli caduta a terra, un bicchiere rotto, dell’acqua rovesciata, un disegno, vestiti e capelli sporchi di fango, ecc.
“Come possiamo pulire?”, “come possiamo rimediare?”.
“Ti sei divertito? Adesso vieni e ti dò i vestiti puliti”.
“Quanti sono questi pennarelli! Raccoglili/raccogliamoli tutti”.
“Ti piace rovesciare l’acqua eh?! Sul tavolo non è il massimo, vieni che ti dò una bacinella e dei bicchieri di plastica”.

4° Frase al veleno: “Lascia, basta…faccio io che facciamo prima”

👉 Effetto su tuo figlio:
Ops… sono troppo lento…Non sono capace…Gli sto facendo perdere tempo…
👉  Antidoto:
“Prova… riprova… non ti preoccupare… io aspetto” (se non hai tempo trovalo o inizia prima a fare le cose – l’organizzazione e l’anticipo dei tempi sono la prima arma ninja che ogni genitore dovrebbe conoscere). Se invece come spesso accade, capita proprio quando il tempo non è ben organizzato, possiamo garantirti che qualche minuto in più speso per accordarti ai tempi di tuo figlio non comporta un reale ritardo o viene presto recuperato successivamente).
“Mentre riprovi io finisco di far partire la lavatrice, se hai bisogno mi chiami”.

5° Frase al veleno: “Non sei capace!”

👉 Effetto su tuo figlio:
Davvero?… Non credevo… Ma se lo dici tu… Non sono capace.
👉  Antidoto:
Perché questo pregiudizio? Magari ha solo bisogno del tuo aiuto.
“Secondo te come mai non riesci?”.
“Lo trovi difficile?”.
“Prova… Prova ancora”.

6° Frase al veleno: “No! Fermo! Non si fa così!… Ma chi ti ha insegnato?!… Dammi qua…. Così si fa no?!”

👉 Effetto su tuo figlio:
Veramente volevo provare… Stavo per farcela…
Volevo capire… aspetta!… Volevo riprovare…
Va beh… forse bisogna essere più veloci, subito pronti, io proprio non sono capace allora…
👉  Antidoto:
Lascia che il più possibile possa sperimentare da solo. Se vuoi correggerlo perché quello che sta facendo è pericoloso valuta la possibilità di farlo con lui riducendo il pericolo o di mostrargli virtualmente le conseguenze senza paura, sgridate o spaventi.

7° Frase al veleno: “Sbrigati! Muoviti!”

👉 Effetto su tuo figlio:
Ecco… sono troppo lento…
I miei tempi (e quindi io) non vanno bene a mamma e papà…
Non vado bene…Non sono efficace… Li deludo = non sono degno di essere amato.
👉  Antidoto:
Fai il possibile per adattarti ai suoi tempi. Soprattutto nel primo ciclo settennale (0-7 anni) dove abbiamo il massimo della sperimentazione. Potrai iniziare successivamente una sorta di svezzamento quando ti accorgerai che inizia a prendere in considerazione i bisogni degli altri.
Se invece bisogna proprio andare e non c’è tempo: “Tesoro dobbiamo proprio andare… lo so che ti dispiace… finisci di legarle in macchina le scarpe… vieni” (se non ti segue, puoi prenderlo in braccio con dolcezza e portarlo con te).
Se ti capita di non avere i tempi allineati con tuo figlio nella quotidianità, ricordati che lui non ha responsabilità e non c’è nessun motivo per sollecitarlo ad affrettare i tempi. Sei tu l’adulto “esperto” di vita che hai bisogno di conoscere i suoi tempi fisiologici e migliorare l’organizzazione famigliare.

8° Frase al veleno: “Non riesco a cavar niente di buono da lui”

👉 Effetto su tuo figlio:
Bhè io in me ci credo… in teoria… ma tu la sai più lunga… in teoria… quindi mi devo ricredere… e poi non voglio contraddirti… farò in modo di non deluderti, di confermare quanto dici e di diventare un mediocre.
Ok. Da ora in poi mi autosaboterò per confermarti che hai ragione!
👉  Antidoto:
Se possibile, evita di dire questa frase.
Fai un elenco di tutte le qualità che gli riconosci e concentra la tua attenzione solo su quelle per un po’ di tempo.
Domandati da dove arriva la tua frustrazione (forse temi come genitore di non aver saputo far suonare in armonia le sue corde?) Le sue azioni toccano tue ferite aperte? Forse la tua svalutazione? Forse la tua insicurezza?

9° Frase al veleno: “Stavo così bene quando non c’eri…avevo più tempo…Nessuno che mi chiamava ogni secondo…”

👉 Effetto su tuo figlio:
Come per la frase precedente, prova a essere al posto di tuo figlio e domandati come potresti sentirti anche tu.
👉  Antidoto:
Se stai pensando che è inutile metterti nei suoi panni, che non sarebbe la stessa cosa perché in fondo dici queste parole che ogni tanto ti scappano perché davvero se le merita, davvero occupa con insistenza ed egoismo tutto il tuo tempo e senza motivi seri…. Bhè… ti suggeriamo di domandarti innanzitutto qual è la tua frustrazione che si nasconde dietro (forse eccessiva stanchezza, bisogno di staccare o di evadere, delusione perché immaginavi diverso il ruolo di genitore, delusione perché ti credevi un genitore migliore, più paziente e accogliente, ecc.) e di cercare di risolvere quella.
In più ti suggeriamo di approfondire attraverso gli altri nostri testi il tema dell’egocentrismo e del soddisfacimento dei bisogni. Potranno aiutarti a gestire meglio la relazione, a capire meglio tuo figlio senza dover toccare livelli limite che ti portano poi a dire frasi di questo tipo a cui magari non credi veramente.
Se invece davvero ti sei reso conto che un figlio era meglio non averlo, adesso c’è e non possiamo piangere sul latte versato o delegare a lui la responsabilità del nostro malessere. Affronta il tuo disagio personale senza coinvolgerlo o accusarlo.

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Roberta Cavallo

Roberta Cavallo aiuta i genitori a comprendere e a “leggere” i comportamenti dei figli in ogni fase di crescita ritrovando la sicurezza e la gioia di fare sempre le scelte giuste al momento giusto. È la Consulente Genitoriale nel Programma TV “4 MAMME”, in onda su FoxLife. Con i suoi 5 libri best seller è l’autrice più letta e seguita in Italia dai genitori negli ultimi anni, conquistando oltre 100.000 famiglie italiane e diverse classifiche di vendita, come quelle di Amazon e Ibs. È stata intervistata da Uno Mattina, TG5, La Stampa, Sky Tg 25, Gioia, Repubblica, Starbene, Radio 24, Radio Deejay, Radio Rai 1, Vanity Fair, Huffington Post.

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