Quali sviste possiamo evitare per insegnare a un bambino a gestire le proprie emozioni? Come possiamo gestire gli stati d’animo dei nostri figli e cosa possiamo fare quando piangono o sono arrabbiati?

Mamme e papà spesso si impegnano per cambiare lo stato d’animo dei figli, per ripristinare una sorta di normalità, come se quando il bambino piange, si arrabbia, è triste o ha paura, non andasse bene, non fosse normale.

È normale puntare al benessere dei figli, è importante che stiano e che siano allegri, ma dobbiamo tenere conto che non sono dei robot e, in quanto esseri umani vivi, vivono gli stati d’animo come noi, che abbiamo dei giorni in cui siamo tristi, dei giorni in cui qualcosa non va, giorni in cui siamo un po’ sfiduciati, giorni in cui siamo stanchi o siamo delusi…

Probabilmente siamo molto preoccupati perché noi per primi abbiamo difficoltà a gestire questi momenti con noi stessi, di solito ci buttiamo giù credendo che provare emozioni come rabbia o tristezza non vada bene.

Oppure ci costringiamo a stare su di morale e di auto-rimproveriamo con il nostro dialogo interiore come:

“dai!! non è successo niente. Forza, continua a lavorare, continua a fare quello continua a fare altro…”

senza riuscire a gestire questo bagaglio emotivo.

Quando i nostri figli vivono le loro emozioni siamo preoccupati per loro perché non provino quello che sentiamo noi.

Esprimere i propri sentimenti e le emozioni è naturale e va bene

Bimba che si appoggia calma alla civetta sulla sua spalla

In verità esprimere i propri sentimenti, esprimere il proprio stato d’animo è assolutamente naturale, assolutamente fisiologico ed è anche normale che non si viva sempre nell’entusiasmo, non si stia sempre nella gioia.

Perché fa parte della vita di tutti avere dei momenti di stanchezza, di vivere un momento di frustrazione, delusione, dolore, paura, capita e riguarda anche i bambini.

Capita che si arrabbino per un gioco rotto, perché non vogliono andare a scuola, capita che si sentano male perché è un amico ha risposto loro male…

È all’ordine del giorno che i bambini esprimano il loro stato d’animo e non sempre corrisponde alla gioia.

Voglio darti gli strumenti per gestire al meglio le emozioni e gli stati d’animo dei bambini, senza preoccupazione per privarli di queste esperienze, di fare di tutto perché non si arrabbino o non siano tristi, fare di tutto perché non provino dolore.

Queste sensazioni e questi sentimenti fanno parte della vita.

È importante che il genitore non viva la paura che i figli si trovino nello stesso loro dramma quando non stanno bene.

Primo punto fermo è che i bambini sono esseri umani, provano sentimenti, vivono degli stati d’animo che comunicano.

Per fortuna i bambini non sono ancora arrivati ad essere come noi adulti che soffochiamo le emozioni.

Noi tendiamo a soffocare e a dire a noi stessi:

“allora? sei stanco? vai avanti lo stesso a lavorare. Se triste? Dai, non importa, non è successo niente, tieni duro. Sei arrabbiato? Daiiii smettila. Va avanti lo stesso”

Oppure fingiamo e cerchiamo di non piangere perché crediamo che il pianto sia sinonimo di debolezza.

Poi dentro magari abbiamo una bomba atomica che sta per esplodere, eppure andiamo a lavorare, andiamo davanti agli altri con il sorriso posticcio:

“tutto bene! Tutto bene, grazie!” e dentro invece vorremmo spaccare tutto.

I bambini, per fortuna, questi filtri non li hanno.

Quando provano un’emozione lo manifestano per istinto, poi hanno bisogno di un adulto che accolga e abbracci lo stato d’animo, e che gli dia l’esempio di come è possibile gestire al meglio questo bagaglio emotivo, anche come esempio per quando sarà grande e farà da solo.

Come si fa a gestire le emozioni dei bambini?

Mamma consola la figlia che piange: prova a gestire le emozioni della bambina

Il punto importante da ricordare:

è naturale che i bambini provino degli stati d’animo, qualsiasi tipo di stato d’animo, ed è anche è naturale che li esprimano fin da subito, fin da quando nascono.

Quando non sanno ancora parlare, lo fanno con un sorriso, lo fanno con l’espressione del viso, pacifica, godereccia, oppure se non stanno bene o c’è un problema, avranno un’altra espressione del viso, esprimeranno altro con la voce, piangeranno, urlando e dimenandosi con il corpo.

Man mano che crescono e iniziano a parlare lo fanno anche con le parole e con un’altra fisicità:

magari danno uno spintone, dicono “mamma cattiva”, ti sbattono sulla gamba, pestano i piedi per terra, urlano, piangono, ripetono delle parolacce che diciamo noi quando siamo nervosi, esprimono insulti che magari sentono da adulti che hanno attorno o fanno le stesse nostre espressioni di quando siamo delusi, tristi e stanchi ed entriamo in una fase di vittimismo.

Quindi per fortuna i bambini esprimono le loro emozioni, ciò che provano dentro, senza reprimersi o trattenersi.

Questa è una caratteristica bellissima, che noi ogni tanto perdiamo o dimentichiamo perché ci giudichiamo.

È un po’ come se ci costringessimo ad essere sempre perfetti, sempre degli autonomi, quando in verità la perfezione, quella che abbiamo in mente, non esiste, perché fa parte della nostra perfezione anche piangere, essere stanchi, essere delusi, avere paura…

Fa tutto parte del nostro bagaglio di vita, di chi è in viaggio, di chi è in cammino, di chi vive delle esperienze che portano ad avere delle sensazioni.

Per i bambini è uguale.

Il nostro dovere è evitare di negare loro la possibilità di esprimere i loro sentimenti, di esprimere il loro stato d’animo qualsiasi essi siano.

Tuo figlio ha bisogno di esprimere sentimenti e quello che tu puoi fare è dargli la possibilità di esprimersi con il corpo, con le parole, con gli sguardi.

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