Tra tutte le piccole magagne quotidiane che danno del filo da torcere a mamma e papà, i capricci, le crisi di rabbia, le crisi di pianto o le crisi definite isteriche sono spesso molto rinomati perché:

1️⃣  Non si sa perché i bambini li facciano. Quando vogliamo darci una spiegazione accampiamo delle motivazioni ipotetiche come “è stanco”, “vuole farmi arrabbiare”, “saranno i terribili 2 anni”…

2️⃣  Infastidiscono l’occhio e il cuore dei genitori

3️⃣  Preoccupa e irrita il fatto di non sapere come risolvere la crisi di rabbia o di pianto e far tornare la situazione alla normalità

Insomma, sono quella cosa che, a lungo andare, gli adulti proprio fanno fatica a sopportare.

I capricci sono tante cose, una diversa dall’altra, sempre unici con sfumature differenti di volta in volta.

Arrivano di soppiatto quando meno te lo aspetti e possono apparentemente scatenarsi per qualsiasi motivo, non sappiamo bene da cosa dipendano e sono terribilmente imprevedibili.

Ma c’è una cosa davvero importante da sapere: i capricci non sono “capricci”… e non esistono

Il dizionario online Hoepli ci dice che i capricci sono:

Voglia bizzarra, insolita, improvvisa, generalmente effimera. Idea bizzarra e ostinata, comportamento irragionevole e arbitrario. Evento, fenomeno inusitato, incomprensibile.

Dato che queste manifestazioni del bambino non le sappiamo comprendere con il tempo abbiamo imparato a definirli “capricci”.

Proprio come comportamenti bizzarri, insoliti, improvvisi, fugaci e passeggeri, ma anche ostinati, irragionevoli.

Discutibili e non autorizzati. Incomprensibili.

E questa è l’idiozia. Solo perché questi comportamenti per noi sono incomprensibili e ingestibili e sono diventati capricci, non vuol dire che lo siano davvero. E infatti non lo sono per niente.

Tutti i comportamenti dei bambini che noi cataloghiamo distrattamente come capricci sono sempre manifestazioni di un disagio e un tentativo di comunicare una difficoltà che non sanno esprimere a parole.

Se i bambini e i ragazzi sapessero esprimere tutto a parole, stai pur certo che lo farebbero!

Il guaio è che troppo spesso confondiamo i bambini per dei piccoli adulti e crediamo che come noi siamo bravi a recitare e a manipolare lo siano anche loro e quindi inscenino delle sceneggiate e dei brillanti teatrini.

Ma i bambini non sono così, se sentono bianco esprimono bianco, se sentono nero esprimono nero.

Quindi, quando piangono, quando puntano i piedi, quando si buttano per terra, quando chiedono insistentemente qualcosa non stanno recitando affatto.

Hanno sempre dunque un ottimo motivo e la nostra difficoltà in qualità di adulti sta proprio nel comprendere cosa si cela dietro e cosa nostro figlio sta cercando di dirci.

Matteo torna da scuola e fa i “capricci”: vuole solo la pasta bianca

Bambino triste

Per esempio Matteo una mattina si sveglia e non trova più in camera il suo giochino preferito, è arrabbiato e si porta dietro quel nodo emotivo di tristezza.

Ecco che magari, tornato da scuola con il “suo bagaglio di emozioni” in ebollizione non risolte, manifesta sintomi esterni come il rifiuto di sedersi al suo posto a tavola e pretende la pasta bianca mentre tu hai già messo il sugo rosso in tutti i piatti…

Se consideri solo il suo comportamento esterno, è evidente che per te sta facendo un “capriccio” e magari pensi che una semplice alzata di voce o un castigo possa essere la soluzione.

Se invece ti metti nei suoi panni, scopri che è solo arrabbiato e, non avendo ancora la capacità di raccontare i suoi sentimenti a parole e di analizzarli, esprime con comportamenti esterni, che noi chiamiamo capricci, il suo disagio.

Ecco la causa!

Come comportarsi con i bambini capricciosi? 5 soluzioni per crisi di rabbia, crisi di pianto o crisi isteriche

Mamma da un bacio al suo bimbo che ha un espressione rattristata

Vediamo ora 5 indicazioni pratiche che possono da subito aiutarti a comprendere i comportamenti “capricciosi” dei tuoi figli.

1️⃣  Avvicinati a tuo figlio rendendoti disponibile ad ascoltarlo prima di accampare giudizi avventati

2️⃣  Evita il tono accusatorio, chiedi in modo neutrale e con calma che cosa è successo, senza utilizzare le solite frasi

cosa hai combinato?

ma perché adesso devi fare così?” (l’accusa lo fa sentire incompreso e si chiude ancora di più)

3️⃣  Ascoltalo attentamente guardandolo negli occhi e prendendo seriamente per valido tutto quello che ti dice, senza pensare che siano scuse o che ti stia dicendo delle bugie (ricordati che ha sempre un valido motivo)

4️⃣  Vai oltre le sue parole: lascia che il tuo intuito faccia la sua parte e indipendentemente dal racconto del bambino che può rispecchiare oppure no il suo vero stato d’animo, cerca di coglierlo comunque, individuando il sentimento che c’è dietro.

Potrebbe essere che tuo figlio si senta solo, non ascoltato, poco guardato, oppure che abbia bisogno di coccole, della tua presenza totale, oppure che davvero abbia fame, sonno, o abbia paura, o si sia arrabbiato per qualcosa.

5️⃣  Rassicuralo e aiutalo nella pratica a risolvere la situazione: per esempio se ti dice che è arrabbiato perché ha perso il giochino preferito, gli puoi dire: “amore, hai ragione, non trovi il gioco e questo ti rende triste, andiamo subito in cameretta e andiamo a caccia del gioco, vedrai che lo troviamo”.

E se non lo trovate?

Anche qui trova una soluzione pratica, per esempio, lo rassicuri e gli dici che nel pomeriggio potete uscire insieme e comprarne un altro, oppure che ti impegnerai a cercarlo per bene nei prossimi giorni anche a casa dei nonni o a scuola.

Quale sarà il risultato?

Si sentirà compreso perché sei andato a “beccare” il suo nodo emotivo e, aiutandolo nella pratica, si calmerà e questo incrementerà il suo grado di fiducia nei tuoi confronti, perché è consapevole che mamma e papà sono in grado di comprenderlo e aiutarlo.

La fiducia e la stima costruita attraverso queste piccole ma grandi azioni sarà fondamentale per tutte le tappe successive di crescita.

I 3 ostacoli che mettono in difficoltà i genitori

Bambino si arrampica su un muro-ostacolo

Le difficoltà principali sono in tutto 3, scopriamole insieme.

👉 Il primo ostacolo

Il primo è la grande difficoltà a riconoscere il reale bisogno del bambino e a non confonderlo con un “capriccio” o con una crisi isterica senza una motivo valido.

La maggior parte delle volte risulta paradossalmente più facile etichettare il comportamento del bambino come “capriccioso” e delegare a lui la responsabilità, piuttosto che vedere la nostra e dover fare nell’immediato qualcosa di efficace.

👉 Il secondo ostacolo

Non sapere come fare a risolvere la situazione nella pratica.

👉 Il terzo ostacolo

Tendiamo a voler risolvere la crisi con l’obiettivo di far calmare le acque, di tornare a una sorta di normalità, di non avere troppi gratta capi da gestire e di far star bene il bambino (ovvero: che non pianga, non urli, non imprechi, sia sereno, ascolti e dia pochi problemi, così vuol dire che sta bene).

In verità se il bambino si sente libero di manifestare un problema o un’emozione interiore vuol dire che sta benissimo.

Molto meglio di bambini che si sentono costretti per sopravvivenza ad assecondare i genitori e si adattano ai loro schemi pur di essere amati.

L’obiettivo principale deve essere invece quello di andare a fondo del sentimento di nostro figlio, di individuare la motivazione profonda, agire su quella, trovando la soluzione ottimale per il bambino e non per noi.

Meglio arginare e fermare i capricci o è meglio comprenderli e accoglierli? (10 dubbi risolti)

Ragazzina triste è seduta in disparte e appare la mano del papà ad accoglierla

Qui sotto trovi la risposte ad alcune domande frequenti sul tema “capricci”.

1. Perchè i bambini fanno i capricci?

In questo articolo approfondisco cosa sono davvero i comportamenti che noi adulti etichettiamo come “capricciosi”. Troverai anche esempi pratici come:

  • Spegnere la Tv con urla e minacce o spegnerla senza capricci?
  • E se mio figlio di 2 anni chiede sempre la cioccolata?
  • L’Anticipo del Bisogno (ovvero si prevengono e risolvono i capricci dei bambini, le crisi di rabbia o le crisi isteriche)

LEGGILO QUI: Perché i capricci di tuo figlio non sono comportamenti isterici e inspiegabili (e come puoi risolverli senza urla o sgridate)

2. Cosa sono i terribili 2 anni? Quando finisce questa fase?

La maggioranza delle mamme si chiede quando inizia e quando finisce la fase dei terribili 2 anni dei bambini (o dei terribili 3) e quanto dura questo periodo. Scoprirai che la soluzione non è mai focalizzarsi su una fase definita terribile a 2, 3 o 4 anni di tuo figlio…

LEGGILO QUI: E se i terribili 2 anni non esistessero? E i terribili 3 anni?

3. Mio figlio non mi ascolta e non accetta la regole: cosa posso fare?

Spesso i conflitti con i figli, i “capricci” e lotte di potere sono causate dalla difficoltà a farsi ascoltare, far accettare un limite o un no. Scopri perché tuo figlio non collabora, non accetta i tuoi No o non rispetta le tue regole.

LEGGILO QUI: Tuo figlio non ascolta? Scopri perché non accetta le regole e i tuoi no

4. Come calmare l’aggressività nei bambini e nei ragazzi?

A volte bambini arrabbiati e molto nervosi possono diventare aggressivi e arrivare a rompere oggetti, graffiare, mordere o picchiare i genitori. Scopri i 5 motivi che scatenano l’aggressività e le 4 soluzioni per gestire gli episodi di la rabbia dei bambini.

LEGGILO QUI: Smettila di essere aggressivo! 5 motivi che scatenano l’aggressività dei bambini con i genitori e a scuola

5. Capricci bambini per gelosia: come gestisco le liti e le gelosie tra fratelli?

Scopri come gestire il litigio fra i tuoi figli iniziato quando non c’eri, 4 passi per risolvere (e 1 per prevenire) se i tuoi figli litigano sempre.

LEGGILO QUI: Smettetela di litigare! I 4 passi per risolvere i litigi fra i tuoi figli

6. Le punizioni per i figli sono utili o sono dannose?

La punizione è l’arma più inefficace per risolvere “capricci”, lotte di potere, episodi di nervosismo, gelosie e litigi dei figli.

LEGGILO QUI: La punizione è la via più efficace per reprimere tuo figlio (e che disintegra la sua fiducia nei tuoi confronti)

7. Quale libro posso leggere per risolvere i capricci di mio figlio?

Puoi iniziare dal libro “Smettila di fare i capricci” (edizioni Mondadori): come risolvere i capricci di tuo figlio senza urla e sgridate, anche se pensi di averle già provate tutte

8. Come gestire i capricci dei bambini di 1 anno? Cosa fare con figli capricciosi e disubbidienti a 4 anni?

Ci sono 3 linee guida fondamentali per comprendere la causa di qualsiasi tipo di “capriccio” di tuo figlio: 1. il nodo emotivo, 2. la vera motivazione e 3. le regole. Non ha importanza se oggi tuo figlio ha 2 anni, 6 anni o 8 anni. I principi da seguire sono sempre gli stessi.

LEGGILO QUI: Capricci dei Bambini da 1 a 10 anni (come gestirli e prevenirli)

9. Come insegnare l’ordine ai bambini?

Se ogni giorno riordinare i giochi genere lotte infinite e tuo figlio si rifiuta di collaborare puoi ricorrere alla tecnica dello “svezzamento”.

LEGGILO QUI: Figli disordinati: come insegnare l’ordine con la tecnica dello svezzamento

10. Cosa posso fare quando mio figlio ha una crisi di pianto o una  crisi di rabbia?

Scopri come aiutare i tuoi figli quando sono molto più nervosi, “capricciosi” o rompono i giochi:

LEGGILO QUI: Come sgonfiare “crisi” e nervoso di tuo figlio