Con figli a casa disordinati la vera sfida spesso è restare in piedi fra macchinine nel soggiorno, bamboline in giro, calzini e magliette ovunque, vecchi disegni accartocciati per le stanze…

La vera domanda è: ma quando impareranno a essere ordinati?!

In verità nell’ordine e nel pulito il bambino ci sta bene.

Ordine fuori è per lui, come per gli adulti, ordine anche nella propria interiorità con tutti i vantaggi che questo comporta.

Anche se può sembrare strano tutti i bambini nascono tendenzialmente amanti dell’ordine e della pulizia. Anche quelli che oggi ti sembrano disordinati!

Soltanto che nel loro cammino possono succedere delle cose che li deviano e lasciano morire in loro questa attitudine naturale.

Perchè bambini e ragazzi diventano disordinati? Solitamente le motivazioni principali sono 3:

1️⃣  Esempio ricevuto: a volte i bambini disordinati hanno entrambi o uno dei due genitori un po’ disordinato.

2️⃣  Opposizione: se tuo figlio per qualche motivo è arrabbiato con te e se tu all’ordine ci tieni, è probabile che utilizzi il disordine per attirare la tua attenzione sul suo disagio emotivo.

In questo caso è utile, come sempre, andare all’origine del suo disagio e risolvere quello come primo obiettivo.

3️⃣  Energia repressa: i bambini che portano in corpo carichi di energia non espressa possono diventare nervosi, scontrosi, confusionari e distratti.

Questo aspetto si può riversare anche sull’ordine dei loro giochi, della cameretta, dei vestiti, dei quaderni, ecc.

In questo caso è utile porre attenzione alle loro attività giornaliere e settimanali assicurandosi di:

👉 permettere loro di potersi esprimere di più (correre, giocare all’aperto, non sentirsi troppo limitati in quello che vogliono fare o sperimentare)

👉 gestire al meglio il ritmo della giornata, prevedendo anche momenti di tranquillità e di riposo (oggi molti bambini non sanno più come godere del silenzio, dell’assenza di movimento, della serenità, d’animo, dell’attesa).

5 indicazioni per insegnare l’ordine a tuo figlio

Una famiglia con due bambini pulisce con serenità insiemeOltre a questi dettagli, ecco comunque qualche suggerimento pratico per aiutare tuo figlio a essere spontaneamente più ordinato (se oggi questo è per voi un problema):

1. Se i tuoi figli si rifiutano di riordinare inizia con l’esempio

Fai in modo che tuo figlio ti osservi mentre metti in ordine, mentre sparecchi, mentre sistemi la cucina, il salotto, la cameretta.

Fai il possibile per fare queste cose con gioia sincera, senza sbuffare, trovandone sempre il lato positivo, organizzandoti meglio per non stancarti o dover fare di corsa.

Solo così tuo figlio potrà imitandoti non farsi un’idea negativa del riordinare o del “non rimandare se puoi farlo adesso”.

2. Come insegnare l’ordine: fatelo insieme

Più tuo figlio è vicino agli zero anni e più è impossibile pretendere che metta in ordine da solo.

Se tuo figlio si sta avvicinando ai 7-8 anni o se li ha superati ma continua a non essere autonomo su questo aspetto, è probabile che non lo abbia assimilato negli anni precedenti e quindi bisogna “tornare indietro”.

Riordinate insieme finché non noti che tuo figlio inizia a prendere iniziativa autonoma.

Vedrai che spontaneamente inizierà a fare delle cose da solo. Per esempio incomincerà a svestirsi e mettere i vestiti sporchi nel cesto in bagno anziché lasciarli per terra, piuttosto che togliersi le scarpe e metterle nella scarpiera invece di lasciarle sparse sul tappeto in salotto, o altro.

I tempi sono differenti da bambino a bambino… tu intanto non mollare!

3. Fatelo giocando (e divertitevi mentre riordinate i giochi)

Se riordinate insieme pensando che sia noioso, se lo fate con un senso del dovere pesante e asfissiante, come è possibile che il bambino si appassioni e riordinare diventi per lui una piacevole abitudine? Quindi ti suggeriamo di farlo anche giocando.

Per esempio potete improvvisarvi dei pirati o dei corsari che rassettano la nave. Potete giocare a fare Cenerentola, pulire e poi andare al ballo. Potete giocare a fare le formiche che meticolose e puntigliose mettono in sesto il loro formicaio, ecc.

I risultati sono stupefacenti e ci si diverte un sacco!

4. Superati i primi anni inizia a dare piccole assunzioni di responsabilità

Nella maniera descritta in precedenza tuo figlio può abituarsi spontaneamente a riordinare.

Comunque, una volta superata i primi 6-7 anni, quando lui stesso diventa più consapevole di se stesso e si attiva in lui il bisogno di essere più autonomo, puoi iniziare a delegargli nel corso degli anni sempre maggiori responsabilità.

Per esempio puoi iniziare con :

👉 l’accudimento di un animale domestico

👉 portare fuori la spazzatura

👉 mettere le proprie stoviglie nel lavandino una volta finito il pasto (lo devono fare anche gli adulti)

👉 essere autonomo nella gestione della cartella, ecc.

5. Prevenzione per figli disordinati: fai in modo che possa fidarsi di te!

Seguendo sempre di più uno stile educativo che segua davvero al meglio la natura di tuo figlio, sarà più facile per tuo figlio stimarti in qualità di genitore.

Se tuo figlio ti stima, se si sente amato e accolto da te, non vorrà fare altro che poterti imitare e, nel caso dell’ordine, se tu sei una persona pulita, precisa e ordinata, tuo figlio lo sarà altrettanto.

Dal diario di Roberta: secondo V. i giocattoli non sono mai in disordine! (la soluzione dello svezzamento)

Bambino che gioca con le macchinine, circondato da giochi

Ora ti racconterò una storia per chiarire come puoi mettere in pratica i suggerimenti quando hai in casa un figlio disordinato.

Come per il discorso igiene, anche per l’ordine io e V. abbiamo punti di vista differenti.

Per me ordine esteriore è sinonimo di ordine interiore e l’uno aiuta l’altro, riordinare se ti impegni è una cosa veloce e il risultato appaga.

Per lui invece riordinare non ha senso: perché perdere tempo a tirare dentro e fuori se tanto con quei giocattoli ci giochi tutti i giorni? È inutile perdere tempo nel riordinare se quel tempo lo puoi utilizzare per giocare fino all’ultimo.

Se il disordine è sul tappeto del salotto, dove soggiornano gli ospiti, secondo lui basta che le persone scavalchino i giochi che sono per terra per arrivare al divano. E se anche lì ci fossero giochi è sufficiente spostarli o evitare di sedersi.

Il bello di avere figli disordinati e che amano giocare 24 ore su 24!

Anche io in verità non sono proprio maniaca dell’ordine, ma giusto quel minimo per non inciampare, per non perdere oggetti, per non impiegare mezza giornata quando bisogna ritirare davvero. Preferisco almeno alla sera ritirare tutto nei vari cesti o cassetti appositi.

Che fare dunque se davanti alla richiesta di riordinare le risposte di V. sono sempre le solite?  Per esempio:

“Dopo”, “Adesso non ancora”, “devo finire”, “non ho voglia”, “nooooo, ti pregoooo!”, ecc.

Bè, riordinare bisogna riordinare e anche imparare a farlo come abitudine lo ritengo importante.

Come fare?

Nell’unico modo che credo sia davvero efficace a breve e a lungo termine, quello che rispetta anche la sua natura, oltre che raggiungere il risultato desiderato (fare ordine).

Come convincere i figli a mettere in ordine con lo svezzamento

Ecco che con santa pazienza, giorno dopo giorno, ho messo in campo una sorta di svezzamento.

Ho iniziato con pazienza da lontano, riordinando io con lui che mi aiutava in qualcosa. In questo modo V. ha potuto osservarmi per qualche giorno e vedere che in fondo era una cosa veloce, che non era faticoso e che si poteva fare giocando e sorridendo.

A quel punto iniziava a mostrarsi più disponibile e allora gli ho detto che lo avremmo fatto insieme, un po’ a ciascuno, suddividendoci i compiti.

All’inizio per me le cose più pesanti e difficili e per lui il contrario. Per esempio io portavo di là i giochi ingombranti mentre lui rimetteva insieme i fogli da disegno e li infilava sotto la tv a 20 centimetri di distanza.

Nei giorni successivi ho lentamente invertito la rotta fino ad arrivare a una equa distribuzione dei compiti.

V. quasi non se ne è reso conto, o meglio, se ne è reso conto ma in questo modo non è stato né traumatico né pesante.

Un po’ come quando vai in palestra. Se all’inizio non esageri, puoi aumentare la complessità degli esercizi senza rendertene conto. Se invece passi per esempio da 1 serie di addominali a 10 serie, non vorrai mai più entrare in una palestra in vita tua!

Dunque, abbiamo continuato così per qualche giorno finché ho iniziato a invertire la rotta “a mio favore”, ovvero più giochi da ritirare per lui e meno per me.

Dopo qualche tempo la situazione era la seguente: V. non ritirava ancora i giochi se io non glielo chiedevo o non glielo ricordavo e non lo faceva da solo, ma abbiamo raggiunto un ottimo risultato.

Infatti, nelle ultime settimane, mi bastava dire che bisognava ritirare e che io sarei stata con lui per vederlo alzarsi e iniziare a ritirare tutti i giochi portando a termine il compito. Nel frattempo io stavo con lui, magari mettendo via qualche pennarello e supportandolo per indicargli dove andava messa la roba.

Con il trascorrere del tempo è diventato indolore per lui mettere in ordine grazie all’esempio che ha avuto, come ha visto tante volte fare a me (senza arrabbiarmi o ricorrere a ricatti e minacce) e come abbiamo fatto tante volte insieme giocando, ridendo, scherzando.

Anche se può sembrarti impossibile oggi raggiungere questo risultato e pensi che tuo figlio sia un disordinato cronico e che non riuscirai mai a insegnargli ad essere ordinato ti suggerisco di riflettere sulla vostra relazione, se il suo rifiuto a riordinare sia legato a qualcosa che non ha funzionato in passato fra di voi.

Puoi cominciare leggendo Perché i capricci di tuo figlio non sono comportamenti isterici e inspiegabili (e come puoi risolverli senza urla o sgridate).